Andrea Mollica pubblica dei dati di Digis per sky tg 24 su un campione di 4000 persone sulle intenzioni di voto alle europee. Banalmente il PD nel Nordest sembra perdere 10.5 punti rispetto alle politiche del 2008 arrivando, sembrerebbe assieme alla SVP a 4 europarlamentari. Considerato che Uniti nell'Ulivo nel 2004 ne aveva eletti 5+1 (Michl Ebner dell'SVP) sembra che, se la svp conferma il suo seggio, ne perdiamo 2. Ma la cosa andrebbe approfondita.
Ma proviamo a vedere chi sono gli uscenti in lista e le new entries che hanno qualche possibilità.
Nel 2004 Uniti nell'Ulivo aveva eletto: Enrico Letta (a cui è subentrata Donata Gottardi), Giovanni Berlinguer, Vittorio Prodi, Mauro Zani e Paolo Costa.
Oggi il PD candida: Luigi Berlinguer, Salvatore Caronna, Debora Serracchiani, Gabriele Frigato, Vittorio Prodi, Laura Puppato, Luciano Vecchi, Saba Aluisio, Franco Frigo, Simona Caselli, Silvio Gandini, Natalia Maramotti, Michele Nicoletti.
Quindi un solo uscente Vittorio Prodi (fratello di Romano), mentre Giovanni Berlinguer (fratello di Enrico) non viene ricandidato e non va confuso con il capolista Luigi (che peraltro ne è il cugino).
L'altro candidato forte è certamente Salvatore Caronna, il coordinatore del pd dell'Emilia Romagna. Resta quindi, affidandoci a questi numeri, un solo seggio vuoto che non si capisce se andrà all'svp o al pd. Detto questo si tratta di capire due cose: la capacità di penetrazione soprattutto televisiva sull'elettorato (e quindi la possibilità concreta di essere eletta) di Deborah Serrachiani, che mi sembra buona e, last but not least, i tandem che i candidati più "forti" faranno con gli altri.
A questo scenario un po'di incertezza aggiungo qui quanto sto andando dicendo in continuazione in questi giorni, ovvero che al di la delle simpatie e delle appartenenze precedenti (per chi sente di doverle riaffermare) nella nostra regione, il Veneto, dove pdl e lega faranno cappotto il PD dovrebbe quantomeno essere messo tecnicamente nelle condizioni di avere un ruolo di interlocutore alternativo alla destra con imprenditori, agricoltori e allevatori.
Come? Eleggendo un europarlamentare veneto che per me banalmente significa uno o una che alla fine della sua settimana a Bruxelles o a Strasburgo atterra in uno dei nostri aeroporti e sta in zona. Perché? Perché la lobbing territoriale, che è la cosa che si fa di più all'europarlamento, si fa dopo aver parlato con i territori, perché il nostro Paese ha un Ministro dell'Agricoltura veneto e leghista.
E poi perché nel collegio del nordest il Veneto è un po'un territorio isolato e di confine schiacciato tra l'Emilia e due regioni a statuto speciale che rispetto alle questioni (solo per fare un esempio) della concorrenza a livello di macroregioni godono di amortizzatori impensabili nella nostra regione.
In conclusione per dire che ho maturato la convinzione che per essere ancora credibile in Veneto il PD ha un disperato bisogno di eleggere un europarlamentare e quindi credo che oggi, al di la delle vecchie appartenenze e delle diverse sensibilità, si debba decisamente puntare su qualcuno e farlo eleggere.
Data: 22-05-2009