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Il leader vuole il record di voti personali, ma la sua presenza nel logo può far credere che non serva indicarlo sulla scheda

Preferenze, i trucchi nel Pdl che preoccupano il Cavaliere

di Francesco Verderami. Dal Corriere della sera
Dopo aver chiesto agli elettori di scrivere il suo nome «in bella calligrafia» sulla scheda, ora Silvio Berlusconi si accontenterebbe anche dello stampatello. Perché il premier alle Europee rischia di non centrare l'obiettivo e di veder sfumare il record di tre milioni e mezzo di preferenze. C'è un baco infatti nel sistema co­struito per concentrare la raccolta di consensi nel Pdl a favore del Cavalie­re. E sebbene il meccanismo della li­sta semi-bloccata sia sofisticato, seb­bene tutti i candidati si siano impe­gnati a far votare Berlusconi, a cau­sa (o grazie) al «buco» nella rete non tutti lo faranno. Per quanto sia paradossale, il maggior problema è dato dal nome del premier nel simbolo, che - come spiega il ministro Rotondi - «ha un effetto di trascinamento alle Ammi­nistrative, ma per le Europee può trarre in inganno i nostri elettori. Me ne sono accorto andando in giro per l'Italia».

Se n'è accorto anche Berlusconi, che giorni fa si è dilun­gato sul tema in un'intervista: «Chi avesse intenzione di votarmi, non vorrei si limitasse a barrare il simbo­lo senza aggiungere il mio nome nel­lo spazio per le preferenze». Appunto. E nel partito c'è chi se ne approfitta. A Catania si racconta la storia di una vecchietta che - av­vicinata da un candidato del Pdl - si è vista porgere un «santino», il fo­glietto con i nomi prestampati da votare. Ce n'erano tre, «ma manca Berlusconi», ha osservato la signo­ra. «Certo che c'è», è stata la rispo­sta: «Sta scritto qui. Basta metterci la croce sopra». In tutte le circoscri­zioni, non solo al Sud, vengono di­stribuiti «santini» con terne di can­didati dalle quali è escluso il Cavalie­re. In Sicilia e Campania girano i fo­glietti, nel Lazio addirittura ci sono i manifesti. È davvero un particolare tipo di franchising politico, che prevede lo sfruttamento del marchio (Berlusco­ni) senza obbligo di dazio. Il punto è che le Europee saranno il vero con­gresso del Pdl, lì si misureranno For­za Italia e An che di fatto non si so­no ancora fuse, lì si scontreranno i loro candidati uniti solo nelle liste. In più stavolta non si gioca con le regole del «porcellum» ma con le preferenze multiple. Servirebbe un corso di laurea per capirne le infini­te applicazioni, solo chi viene dalla Prima Repubblica ne conosce i truc­chi. Vizzini - che a suo tempo pre­se la laurea in materia - si è accor­to di alcuni strani giochi: «combina­zioni a incastro» tra candidati, per trombare colleghi del partito di pro­venienza; «codici identificativi» per capire quanto vale un portavoti nel­la sua zona di competenza...

Il fatto è che tutte le varianti scoperte esclu­devano comunque il premier dalle preferenze. Così ha convocato alcu­ni amici candidati: «Se non volete perdere voti, date sempre Berlusco­ni come prima scelta. Perché se i no­stri elettori escono di casa per anda­re al seggio, non lo fanno per voi ma per lui». L'alibi di chi viene beccato in fla­grante è sempre lo stesso. Come di­ce Baccini «tutti danno per scontato che il Cavaliere attiri l'elettorato di opinione. Invece gli serve anche il voto organizzato per arrivare al re­cord ». Perciò l'ex ministro di scuola dc ha organizzato un convegno per il 5 giugno a Roma: «E lì dirò solo una cosa. 'Scrivete sulla scheda Sil­vio Berlusconi'». Ma il premier non è immune da colpe: è complicato con tre preferen­ze chiedere il voto per sè e anche per le «giovani candidate» che ha voluto in lista. Il leader del Pri Nuca­ra rammenta l'intervento di Berlu­sconi alla riunione del coordinamen­to calabrese del Pdl: «Ci ha chiesto di votare in massa per la Matera. Ma se due candidati in una regione stringono un'alleanza per sostener­si a vicenda, resta poi un solo voto. Perciò quel voto in Calabria bisogna darlo al premier o alla Matera?».

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C'è poi chi non va per il sottile e punta solo su se stesso. A Roma l'eu­roparlamentare uscente Antoniozzi - forzista dalla fede incrinata per­ché gli era stata preferita una velina - sui manifesti ha messo solo il suo nome. La Russa invece, conscio che la sua candidatura era stata osteggiata da Berlusconi, ha tappez­zato Milano con il nome del Cavalie­re accanto al suo. È sicuro che acca­drà la stessa cosa nelle urne? Ogni voto è prezioso per il pre­mier se vuole fare il record. Ed è ve­ro che ieri era festante per l'ultimo sondaggio, ma gli esperti dicono che ci sarà un calo di votanti in nu­meri assoluti, perché si voterà nel week end e non ci sarà la coda del lunedì. In più si prevede un flop del­le preferenze, per desuetudine e stanchezza degli elettori. Il forzista Napoli, che batte il Piemonte palmo a palmo, ammette l'esistenza del problema: «Come se non bastasse, molti cittadini saranno chiamati a votare anche per le Amministrative. Tra Comunali, Provinciali ed Euro­pee, devono fare i conti con tre di­versi sistemi di voto e per paura di sbagliare sono orientati a mettere solo la croce sul simbolo di partito. È una fatica spiegare cosa fare». Insomma, tra «bachi» trucchi e re­golamenti di conti interni nel Pdl, il record di Berlusconi ora è a rischio. Certo nel Pd tutti vorrebbero avere i suoi problemi.

Data: 30-05-2009



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