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Primarie Pd, Bersani a l'Unità: «Contrario a governi centristi» (20 ottobre 2009)

da l'Unità, (a cura di Francesco Costa)

Un'ora di confronto con Pier Luigi Bersani, candidato alla segreteria del Partito Democratico. Stimolato dalle domande della redazione e dei lettori, l'ex ministro ha esposto le sue idee a tutto campo: dalla forma del partito alle riforme istituzionali, dal lavoro da fare su scuola e immigrazione alle alleanze in vista delle regionali. Di seguito una sintesi testuale di tutte le risposte, dalle 18,30 sarà possibile vedere il video dell'incontro.
La tre giorni de l'Unità continua domani, quando sarà la volta di Ignazio Marino. Giovedì toccherà quindi a Dario Franceschini, a partire dalle ore 13,30.
11.03 - «Per Tremonti il posto fisso è casa o a lavoro?»
Si comincia commentando i fatti del giorno e la prima pagina del nostro giornale, con le dichiarazioni del ministro Tremonti sul precariato. «Per Tremonti il posto fisso è casa o a lavoro?», chiede Bersani. A parte le battute, prosegue il candidato leader, c'è poco spazio per parlare dei fatti, dei dati, di quello che sta succedendo nel paese.
11.05 - «Facciamo sì che il successore di Berlusconi sia il leader di un'alleanza alternativa»
«Non mi interssa se Tremonti o chi altro può fare il successore di Berlusconi. Facciamo questi discorsi perché il premier mostra evidenti segni di cedimento, ma meglio far sì che il successore di Berlusconi sia il leader di un'alleanza alternativa»
11.08 - «Niente rischio scissione, il giorno dopo il 25 il partito va avanti»
Bersani scongiura e stigmatizza il rischio scissioni. «Queste sono solo schermaglie. Bisogna invece stare sereni, stiamo facendo una cosa utile alla democrazia e questo congresso non è una resa dei conti, un modo per decidere un capo».
11.10 - «Centrosinistra senza trattino»
«Penso a un partito plurale ma con un muro maestro: profilo sociale, civico e liberale. Mescolare parole nuove e parole antiche, perché possano riconoscersi nel Pd nuove ragioni e nuove culture. Penso a un centrosinistra senza trattino, che si aggreghi attorno a un soggetto con un'identità forte».
11.12 - Caso Binetti: i parlamentari tengano conto di una disciplina condivisa
«A nessuno il dottore ha detto di fare il parlamentare. Chi vuol farlo deve tener conto di una disciplina condivisa. Se c'è il marcato rispetto delle regole condivise, ci si mette fuori».
11.14 - Giustizia e riforme istituzionali da collegare ai temi sociali
«Berlusconi sa che questo paese è disposto a dar via un po' di democrazia se gli viene qualcosa in tasca. Noi dobbiamo convincere il nostro popolo che quella ricetta sta producendo dei danni concreti, economici, sociali. La difesa della Costituzione è un must, il punto è come».
11.16 - Dialogo solo su temi concreti
Dialogo o non dialogo: «Se parliamo di giustizia, di precariato, di cose che la gente vive, allora dobbiamo mostrare capacità di dialogo e di lavorare a trovare soluzioni ai problemi. Se dobbiamo star nel campo dei problemi suoi, del premier, non c'è possibilità di dialogo. Sulle riforme istituzionali si parta dalla bozza Violante, occorre concentrarsi soprattutto sulla riforma elettorale: è incredibile che gli elettori possano scegliere il segretario del Pd e non i suoi parlamentari».
11.23 - Ripristinare la funzione del parlamento
«Usciamo da questa paranoia del dialogo. Abbiamo il parlamento, facciamolo lavorare: sulla bozza Violante, sulla crisi. Ripristinare la funzione del parlamento è il punto iniziale. Se fai 25 voti di fiducia in un parlamento a cui tu di fatto hai dato la fiducia, con questo meccanismo elettorale, stai mettendo la pistola alla tempia dei soggetti sociali».
11.20 - Ricomporre le divisioni coinvolgendo i lavoratori».
Sul tema del lavoro e l'accordo separato sui metalmeccanici.«Serve una ricomposizione del fronte sindacale, attraverso una forma di partecipazione dei lavoratori che possa dirimerle».
11.27 - Ricostruire l'Ulivo, alleanze larghe
Alleanze alle regionali: variabili, sul territorio, verso il centro o verso sinistra? «Dobbiamo fare tre cose. Primo: rafforzarci come partito, facendo percepire che siamo utili all'alternativa. Facendo uno sforzo generoso per risolvere il problema Berlusconi. Secondo: riaprire il cantiere dell'Ulivo, ricostruire un rapporto con le formazioni più vicine a noi, di sinistra, ambientaliste. Terza: proposta larga di alleanze politiche. Dobbiamo coinvolgere tutte le forze che ci sono all'opposizione, e so benissimo quali difficoltà ci sono». Le regionali? «Un'occasione per proporre alleanze larghe, democratiche».
11.35 - Nessuna "balena bianca" all'orizzonte
Casini, Fini stanno facendo il loro lavoro politico, un nuovo soggetto di centro non è destinato ad allearsi con la destra piuttosto che con la sinistra? «Siamo entrati fortemente in un sistema bipolare che dobbiamo riaffermare e che è già intimamente in questo paese. Non è bipartitico e quindi sopporta al suo interno un insieme di partiti che però dovranno acconciarsi a un quadro bipolare. Ma i cittadini hanno diritto di sapere quale è la maggioranza che li governerà. L'ipotesi che nasca una balena centrale io non la vedo. Penso che Fini dovrà combattere con Berlusconi e il berlusconismo perché ha in mente una idea di partito di destra europeo non populista, ma la destra europea festeggia il suo 25 aprile senza se e senza ma e non ha quel populismo berlusconiano che c'è di qua».
11.38 - Un'iniziativa parlamentare sulla scuola
«Questa che ci vendono come riforma Tremonti Gelmini è una semplice riduzione dell'offerta formativa. Questo sistema è entrato in un bricolage di riforme che lo sta distruggendo. Abbiamo una responsabilità di proporzioni cosmiche. Fermiamoci, fermatevi. Facciamo un'operazione parlamentare, chiamiamo le migliori competenze. Nel 1978 si fece per via parlamentare la riforma sanitaria, che fu una rivoluzione. Facciamo lo stesso per l'istruzione. Di bricolage in bricolage si rischia grosso». Sulla ricerca è necessario trovare meccanismi virtuosi come il credito d'imposta, oltre che aumentare le risorse.
11.42 - La scuola non può essere solo tema di bilancio
«Per noi ci sono beni che non possiamo affidare al mercato: salute, istruzione, sicurezza. Poi possono tirare fuori la scuola privata, ma anche nel corpo grosso dell'elettorato loro il concetto di scuola pubblica e di sanità pubblica sono fondamentali. Andremo a una discussione parlamentare partendo da qui. Ci sono problemi di qualità, di merito e di estensione ed inclusività. La scuola non si può ridurre a tema di bilancio».
11.44 - I sedicenni al voto e il senso del Pd
«Se pensi che tutti gli uomini hanno la stessa dignità vieni qua e dacci una mano. Questo dico ai sedicenni. Non dobbiamo tornare a parlare di ideologie ma nemmeno a fare i post-identitari io non ci sto. Senza idealità non c'è interesse per la politica. Noi ai ragazzi dobbimo dire che abbiamo un senso e un mestiere. Siamo qui per dire che crescita, sviluppo economico non ci può essere se non lo guardi con il principio dell'ugaglianza».
11.46 - Superare dicotomia iscritti-elettori
Perché si è disperso il patrimonio degli elettori delle primarie, con un'anagrafe che sarebbe certamente tornata utile? Si va a delle nuove primarie, voterà molta gente che non è iscritta. C'è un progetto per tenere conto di questa massa di persone e superare in modo positivo la questione iscritti-elettori? «Noi abbiamo fatto un errore a stabilire la diversità tra popoli, tra iscritti ed elettori, come se fossero antropologicamente diversi. Non sono razze diverse. Io non sono perché le tessere contino al cento per cento, io sono perché contino al cinquanta. Ci vuole un albo degli elettori, una ricognizione. Non è possibile che Storace dica chi vuole votare al Pd: astenersi perditempo. Gli iscritti avranno qualche responsabilità e potere in più, possiamo coinvolgere gli elettori quando vogliamo essere presenti sul territorio. Iscritti ed elettori sono la stessa cosa, semplicemente con un'intensità diversa sul territorio».
11.48 - Ridurre i costi della politica
«Facciamo una Maastricht dei costi della politica. Prendiamo i paesi europei, le loro spese, voce per voce: facciamo la media e ci mettiamo in quella media».
11.49 - Liste e candidature: rinnovamento ma ok a Bassolino e Loiero nelle primarie
«Bassolino e Loiero sono andate bene fin qui. Dobbiamo andare a un rinnovamento. Che poi un presidente della regione non debba essere in un parlamentino di partito, non capisco perché».
11.55  Bossi e l'immigrazione
«Bossi ha un'altra cosa in testa, sull'immigrazione dobbiamo avere una consapevolezza. Ma gli immigrati ci danno il 10% della ricchezza ci costano il 3% della spesa assistenziale, il problema invece viene scaricato sulla parte piu' debole della popolazione: un grande partito popolare deve avere occhio a questo problema. Sennò rischiamo di far correre dentro il popolo regressioni culturali che non è facile fermare con le prediche».
12.00 - Domande finali, botta e risposta
Quali i principali errori del Pd in questi due anni? «Quello fondamentale: abbiamo deciso di farlo, senza discutere di come farlo». Quali incarichi a Franceschini e Marino, se sarai eletto? «Ne parlo prima con loro, non credo funzioni così». Lista civica con Galan in Veneto? «Il primo passo è quello dell'autonomia. In Veneto come in tutto il nord noi possiamo avere molta forza, specie dove la destra è divisa». Come difendere la Costituzione? «Saldare tema democratico e temi sociali». Tesseramento e risultati congressi al sud: sono un problema? «Esiste certamente un problema, non tanto nelle proporzioni dei votanti. Certo, in date aree bisogna stare molto attenti a deviazioni e infiltrazioni. Dopodichè attenzione: banalizzare questo tema è pericoloso. Che non passi l'idea che non c'è niente da fare, che tutto quel che viene dal sud è robaccia, noi lasciamo sole le forze vere che stanno lavorando e che soffrono di certi giudizi sbrigativi. Occorre riprendere il tema del mezzogiorno senza semplificazioni». C'è un tentativo del governo di isolare la Cgil? «Sì, e il Pd può aiutare mostrando un suo punto di vista. In questo punto di vista c'è il tema dell'unità del lavoro come bene pubblico». Ci sono posizioni incompatibili tra loro dentro il Pd? «Quello che conta è un metodo, come qualsiasi associazione. Ci sono regole, ci sono delle eccezioni, ma chi non sta nelle regole di fatto si mette fuori».

Data: 22-10-2009



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