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Obama propone riduzione emissioni Usa (25/11/09)

fonte: Ansa

NEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si recherà il 9 dicembre a Copenaghen per partecipare al Vertice sul Clima, con in tasca una proposta di riduzione dei gas serra Usa "intorno al 17%" entro il 2020, rispetto al 2005. Come ha indicato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, Obama "é entusiasta di lavorare con la comunità internazionale per ottenere progressi verso un accordo di Copenaghen che sia complessivo ed operativo". La decisione di recarsi nella capitale danese alla vigilia dalla premiazione per il Nobel della pace ad Oslo, in Norvegia, é stata presa, prosegue Gibbs, perché "il presidente è convinto che sia possibile raggiungere un accordo significativo a Copenaghen".

Obama, in particolare, è stato incoraggiato dai "progressi realizzati nelle recenti discussioni con i leader di Cina ed India", il cui premier Manmohan Singh era ieri alla Casa Bianca in occasione della prima visita di Stato ospitata dall'attuale presidente. Visti i contributi, definiti "forti" offerti dalla Cina e dalle altre economie emergenti, Obama "é pronto a mettere sul tavolo un obiettivo di riduzione delle emissioni Usa, nel 2020, intorno al 17% al di sotto dei livelli del 2005, in linea con la legge finale degli Stati Uniti sull'energia e sul clima", informa la Casa Bianca. Nel documento si ricorda anche l'obiettivo finale, cioé una riduzione delle emissioni dell'85%, sempre rispetto al 2005, entro il 2050, e le altre tappe intermediarie. Cioé una riduzione del 30% entro il 2025 e del 42% entro il 2030.

Con la sua proposta Obama fa quindi propria la legge approvata dalla Camera dei Rappresentanti l'estate scorsa, con percentuali analoghe e obiettivi simili a quelli della Casa Bianca. Ma l'iter rimane lungo e difficile, e non è detto che Obama otterrà l'appoggio finale di Capitol Hill. Il Senato, almeno in base dalla proposta di legge approvata in commissione, punterebbe invece ad una riduzione dei gas serra intorno al 20% entro il 2020: grosso modo quanto la comunità internazionale si aspetta dagli Usa, che rappresentano circa il 25% dei consumi mondiali. Alle prese con una difficile e controversa riforma della sanità pubblica americana, il Senato non potrà però occuparsi di clima prima della primavera prossima, e dall'aula potrebbe uscire una legge meno severa di quella approvata dalla Camera, viste le numerose perplessità. La Casa Bianca, inoltre, ha fatto sapere che Obama non tornerà a Copenaghen per la fine dei negoziati, in calendario tra il 7 e il 18 dicembre, quando cioé una sessantina di capi di Stato o di Governo si troveranno nella capitale danese, per i negoziati dell'ultimo minuto. Da Berlino, dove si trovava oggi, il negoziatore delle Nazioni Unite Yvo De Boer ha definito decisiva per un successo la partecipazione di Obama e la proposta di riduzione del 17%, pur riconoscendo che gli Stati Uniti dovrebbero fare di più. Ha accolto con favore l'annuncio di Obama anche il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.

LANCET: PIANETA MALATO CONTAGIA ABITANTI - Le ormai famose emissioni di CO2, ma anche ma anche i più 'tradizionali' fumi industriali, lo smog, la fuliggine: sono questi i nemici del pianeta e dei suoi abitanti e combatterli significa salvare non solo la terra ma anche milioni di vite ogni anno. E' il monito che arriva dalla rivista britannica Lancet che in vista dell'incontro mondiale sul clima a Copenaghen dedica una serie di articoli dal titolo 'Health and Climate Change' per ricordare ai governi che i cambiamenti climatici non sono solo una 'malattia' del pianeta ma anche dei suoi abitanti. Sono molti gli effetti diretti e indiretti dell'inquinamento e del riscaldamento globale sulla salute umana, dichiara Kirk Smith dell'Università di Berkeley, tra gli autori degli articoli, che sono stati presentati a Londra e Washington in due conferenze stampa.

NON SOLO CO2, MOLTI ALTRI NEMICI DI AMBIENTE E SALUTE Nero fumo, anche detto fuliggine, insieme con altre particelle inquinanti a vita breve, sono un nemico spesso dimenticato dai climatologi ma in realtà pericolosissimo per ambiente e salute umana, anche più della CO2 in quanto si tratta di inquinanti a vita breve con effetti rapidi su riscaldamento globale e salute. Nerofumo e altre particelle prodotte da processi di combustione (per esempio fumi industriali) "sono responsabili di quasi 2,5 milioni di morti premature annualmente nel mondo e anche di una parte significativa del riscaldamento globale", afferma Smith.

SE LA TERRA SI AMMALA CONTAGIA ANCHE NOI Sono moltissimi gli studi realizzati finora che individuano un collegamento diretto tra inquinamento e salute, per cui combattere cambiamenti climatici e riscaldamento globale sarebbe come 'prendere due piccioni con una fava': per esempio uno studio sul New England Journal of Medicine mostra che un attacco cardiaco su 12 è legato al traffico stradale e che le persone bloccate in un ingorgo hanno rischio triplo di infarto entro un'ora dall'esperienza nella 'giungla urbana'. Invece uno studio apparso su 'PNAS' mostra che il riscaldamento globale fa male anche ai reni, infatti è correlato all'aumento dell'incidenza dei calcoli renali. E non è tutto, l'inquinamento da traffico quasi raddoppia il rischio di trombosi, rivela un altro studio. Poi ci sono i problemi respiratori e le allergie, per esempio uno studio ha dimostrato che i bambini che crescono in zone trafficate si ammalano più spesso di asma. Ridurre l'inquinamento, quindi, non fa bene solo al pianeta ma anche a noi: un lavoro sul New England Journal of Medicine mostra che che per ogni 10 microgrammi per metro cubo di particolato atmosferico in meno, l'aspettativa di vita aumenta di oltre sette mesi.

SOFFRE DI PIU' IL SUD DEL MONDO Il riscaldamento globale minaccia di più i paesi poveri; infatti non solo, danneggiando l'agricoltura, mette a rischio le loro scorte di cibo, ricorda Smith, ma fa ammalare di più. Basti pensare che i benefici per clima e salute di un programma di riduzione di 150 milioni di stufe a combustibili solidi (biomasse come legno) in India dal 2010 al 2020 potrebbe prevenire 2 milioni di morti oltre a ridurre le emissioni di milioni di tonnellate. Ben due miliardi di persone nel mondo subiscono gli effetti avversi della mancanza di accesso all'energia pulita, e sono esposti ad altissimi livelli di inquinamento ambientale domestico dovuti all'uso di fonti energetiche inquinanti e all'inefficiente combustione dei combustibili 'poveri', quelli da biomassa naturale, legna, scarti dei raccolti e letame. Copenaghen quindi, conclude Lancet, è il momento per parlare non più solo di clima ma anche per tenere in conto che tutti gli sforzi fatti per salvare il pianeta salveranno anche milioni di vite umane.

Data: 25-11-2009



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