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Programma regionale per l’edilizia residenziale pubblica 2002 - 2004 (08/10/2002)

Grazie, signor Presidente. Io sarò breve, anche perché condivido molte delle considerazioni che sono state fatte fino a questo momento. Cominciò però intanto col dare atto volentieri sia all’Assessore che al Relatore, e anche al Presidente della Commissione, di avere accettato in Commissione un confronto franco che è sicuramente servito a migliorare il provvedimento che oggi noi abbiamo sotto agli occhi. Lo dico perché tante volte io mi sono lamentato che la maggioranza abbia costituito una sorta di muro di gomma contro la quale le nostre argomentazioni alla fine non potevano avere nessun tipo di sbocco positivo. Detto questo però voglio dire, Assessore, che si arriva con questo piano con gravissimo ritardo. Il fatto stesso che noi nel nostro ordine del giorno chiediamo che il Consiglio impegni la Giunta a presentare al Consiglio entro il 31/12 di quest’anno il piano annuale del 2002, be’, la dice lunga. Quando ho fatto questa osservazione in Commissione qualcuno mi ha risposto, non mi ricordo più chi, che in fondo la Commissione ha la sua parte di responsabilità, perché avrebbe trattenuto troppo a lungo questo provvedimento. Lei sa che non è così, perché abbiamo trattenuto il provvedimento in Commissione il tempo necessario per apportare il nostro contributo che di fatto è servito. Ma detto questo, la domanda vera alla quale noi dobbiamo rispondere è: questo piano serve al rilancio dell’edilizia pubblica in Lombardia o no? Cioè dentro questo piano ci sono gli strumenti, i mezzi e le risorse per dare una risposta alla situazione precaria al bisogno qualche volta angoscioso che hanno le famiglie o no? Io condivido alcune delle cose dette dal Relatore Bordoni, ma non ho trovato nella sua relazione, e mi scusi se lo dico, come dire il senso profondo della gravità del problema che noi abbiamo di fronte. Detto questo, però non dico assolutamente che il piano sia totalmente da rigettare, tant’è vero che io credo personalmente ridarò un voto di astensione se alcune risposte da parte del Relatore o da parte dell’Assessore sono risposte condivisibili, e dico anche che vi sono luci e ombre in questo piano, come è tipico dei piani pluriennali, che qualche volta vogliono trovare una risposta per tutto e finiscono col dare delle risposte soltanto parziali. Intanto comincio coi dati innovativi che io trovo, che noi abbiamo sottolineato e accettato in Commissione e che sono di una certa importanza. Per esempio, io condivido assolutamente l’idea di dare più attenzione e più risorse alla politica dell’affitto, perché vi sono delle esigenze che noi possiamo soddisfare soltanto attraverso l’affitto, perché l’accesso alla proprietà non può essere in grado di rispondere positivamente a certi bisogni. Questo non significa negare l’accesso a proprietà, significa che avendo noi un monte risorse che non può essere in grado di esprimere il sì per tutto, la politica della locazione è una politica che anch’io privilegio. Vi è anche un’altra cosa che trovo positiva, cioè vi è un ruolo maggiore oggi forse che in passato per i Comuni, non soltanto per la politica delle aree, settore che è sempre appartenuto ai Comuni, ma anche per le politiche di accompagnamento, di welfare rispetto a questo piano. Però anche qui, Assessore, dico io non sono assolutamente d’accordo che queste politiche che noi affidiamo ai Comuni abbiano costo zero, anche queste politiche costano. Ora dove sono le risorse per queste politiche? Un altro dato che sottolineo positivamente, lo ha già detto l’Assessore Bordoni, la identificazione delle aree sociali in modo più preciso che una volta. C’è l’area della marginalità, quella del disagio grave, ci sono le situazioni di difficoltà; questo consente di modulare l’intervento pubblico. Be’, però le opere sono tante, sopra tutte una, è l’articolo quinto che richiamava un attimo fa Lombardi, e qui proprio l’articolo quinto non esiste. Senza risorse regionali, Bordoni, questo piano che cos’è? E’ il piano di riparto dei fondi GESCAL, è così. Ha perfettamente ragione Cipriano quando sostiene che se vi sono dei fondi che provengono da una fonte diversa da quella che ho un attimo fa enunciato, be’, questa fonte sono le Finanziarie dei Governi di Centrosinistra. Il Governo Berlusconi l’anno scorso nella Finanziaria ha inserito pochissime risorse o forse nessuna risorsa, e da quello che so io, da quello che leggiamo dai giornali, probabilmente questo si ripeterà anche per la Finanziaria 2003. ù E allora, quanti e qual finanziamenti, Assessore, Giunta regionale? Come, quando, come? Questo è il problema, se non si risponde a questa domanda il piano finisce con l’essere un buon piano, sì, ma in astratto. Peraltro, l’Assessore in Commissione ci ha detto anche delle cifre, “ma’, noi metteremo...”, vedremo, vedremo nella temporizzazione annuale che si farà, vedremo nel bilancio, vedremo negli atti che questa Giunta vorrà attuare. Ma oggi come facciamo ad avere fiducia rispetto alle promesse che l’Assessore ci dà? E’ poi dirò perché non possiamo avere molta fiducia. Poi aggiungo un particolare, ma non è un particolare, è un particolare se consideriamo il piano nella sua complessità. Be’, i fondi per la manutenzione straordinaria sono pochissimi, io ho sostenuto questa tesi anche in Commissione di fronte a un esperto che, peraltro, era abbastanza convincente, non mi ricordo più il suo nome, rispetto alla costruzione evolutiva del futuro. Io ho visitato, credo voi abbiate visitato blocchi residenziali pubblici, e non importa se questi blocchi residenziali sono di proprietà del Comune o, invece, sono gestiti dalle ALER; be’, lì vi sono delle situazioni di degrado che fanno spavento, che sono ricettacoli di marginalità e di disagio gravissimo, che da un punto di vista sociale credo che ciascuno di noi si ribella di fronte a queste cose. Be’, la ribellione è un buon sentimento, ma poi bisogna intervenire in maniera drastica. Poi vi è un limite che è insito in questo piano come in tutti i piani pluriennali. Insomma, io so benissimo che quando si scrivono queste cose se gli esperti sono bravi, se l’Assessore ci mette qualcosa di suo, se il suo staff segue, be’ insomma il prodotto è un prodotto passabile, decente, buono. Io sono più interessato a vedere il piano annuale, per questo noi nell’ordine del giorno chiediamo la presentazione di questo piano entro il 2002, perché se no su quale base noi possiamo dare fiducia a questo piano? E la fiducia come possiamo averla? Io dico che questo piano. Bordoni è un esperto di queste cose, è all’80, al 70%, all’85%, è in gran parte affidato alle ALER; da questo punto di vista c’è il segno veramente pubblicistico. Be’, allora la riforma quando verrà? La riforma è stata promessa, ma non vediamo ancora nemmeno la discussione progettuale della riforma. E ciò che abbiamo visto in termini di ALER sarebbe stato molto meglio non vederlo. Anch’io non voglio insistere su questo punto, ne ha già fatto cenno Lombardi prima, ma quel che abbiamo visto è assolutamente negativo. Abbiamo assistito ad un’espropriazione degli enti locali, ad un’appropriazione politica da parte della Regione e della maggioranza della Regione che ha blindato tutte le ALER. Borsani io mi ricordo l’altra volta aveva detto “ma insomma, perché vi scandalizzate? Le ALER sono degli enti strumentali della Regione e quindi noi ne facciamo quel che vogliamo”. Sì, fate quel che volete delle ALER, ma assumetevi tutte le responsabilità. Quando noi ci asteniamo diamo già, come dire, un grado di fiducia alla Giunta che dal punto di vista di quel progettino di legge assolutamente non vi meritate. Quindi, io spero in una riforma diversa. Se devo dire io, Assessore, la ragione vera per la quale io probabilmente mi asterrò su questo piano è che è un credo di fiducia che faccio per aumentare la responsabilità della Giunta e dell’Assessore in ordine ad una riforma che cancelli la riformetta di qualche mese fa, che parta da zero e che discuta insieme con noi, come si è fatto per questo piano, gli elementi fondanti della politica della casa in Lombardia, perché o questo piano è un fattore di sviluppo dell’edilizia economica, dell’edilizia residenziale pubblica, se no se è soltanto un esercizio di scrittura possiamo anche dire che siete stati per certi aspetti bravi, ma non fate fare un solo passo avanti anche piccolo alla politica per la casa, di cui c’è un drammatico bisogno in questa Regione. (Applausi in aula consiliare) 08 ottobre 2002

Allegato: 08.10.2002_intervento_programma_erp.rtf

Data: 08-02-2005



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