Va diretto il consigliere regionale Giuseppe Adamoli: "Un ospedale nuovo è sempre una prospettiva affascinante, quanto irrealistica per Busto Arsizio e Gallarate". L’esponente della Margherita si inserisce così nel dibattito sulla struttura sanitaria unica per le due città, esigenza scaturita sull’abbrivio dei nascenti nosocomi di Varese e Legnano. Complessi che, una volta completati, potrebbero drenare pazienti e risorse proprio ai presidi bustese e gallaratese. Una preoccupazione sottolineata per primo da Giovanni Rania, direttore generale del Sant’Antonio Abate. Preoccupazione che Giuseppe Adamoli non pare condividere. Sbagliamo? No. In fondo gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate sono già di buon livello, con diverse punte d’eccellenza. Tant’è vero che sono in corso miglioramenti strutturali a cui si accompagna il potenziamento delle apparecchiature e, quindi, dell’offerta sanitaria. Ciò a dire che il problema vero, caso mai, è un altro. Quale? Discutiamo pure del ruolo e del futuro del Sant’Antonio Abate e del “Circolo” di Busto, ma avendo presente che la collaborazione fra i due ospedali deve svilupparsi su un binario preciso, che eviti antistorici campanilismi e, quindi, deleterie competizioni e concorrenze. Come si raggiunge l’obiettivo del dialogo? Bisogna ridefinire i confini delle aziende ospedaliere in Provincia di Varese. Da lì sarà poi possibile partire per razionalizzare i servizi, senza doppioni inutili e con una visione realistica del quadro di riferimento sanitario. I due ospedali hanno potenzialità notevoli, si tratta di redistribuire le singole competenze all’interno di un’unica azienda. In questi termini credo vada approciata la questione. Anche perché…….. Anche perché? Si stanno spendendo fior di milioni di euro, sia a Busto sia a Gallarate, per migliorare ulteriormente i due ospedali. Investimenti notevoli, che non possono rimanere senza sbocco o, comunque, avere sbocchi a termine. I cantieri sono sotto gli occhi di tutti e, allora, che senso ha ipotizzare un nuovo ospedale?. Ce lo dica lei, Adamoli, che senso ha. Ho il sospetto che si voglia parlare di niente per non parlare d’altro. Le questioni vere, quelle rilevanti per la sanità sono ben diverse. Per esempio, riguardano il taglio continuo dei posti letto accreditati nei due nosocomi. Ma è solo un esempio, potrei citarne altri. Secondo lei, il nuovo ospedale proprio non ci sta, nemmeno alla luce delle nuove strutture di Varese e Legnano? Non c’entra molto, per il semplice motivo che i futuri ospedali varesino e legnanese assieme avranno poco più dei posti letto di Busto e Gallarate. Non ci sta un nuovo ospedale, perché sarebbe una mega struttura difficilissima da gestire. Non ci sta per il semplice motivo che la Regione deve trovare i soldi, che non ha. Credo che la strada da imboccare sia un’altra. Più collaborazione, insomma? Non c’è dubbio. Bisogna creare sinergie e coordinarsi: di qui alcune specialità, di là le altre. Senza sovrapposizioni. Senza dispersione di risorse. Senza competere. sabato 19 febbraio 2005 Vincenzo Coronetti
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Data: 21-02-2005