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Consiglio Regionale seduta del 26 luglio 2006

"Documento di programmazione economico-finanziaria regionale 2007-2009"

(26/07/2006)

ADAMOLI Giuseppe

Signor Presidente, vorrei fare tre considerazioni: la prima sulle infrastrutture, ma da un punto di vista politico; la seconda sul territorio, e sono lieto che sia entrato or ora l'Assessore Boni; e la terza di carattere eminentemente politico, che riguarda il Presidente Formigoni - e cerco di stare assolutamente nei tempi che mi sono stati attribuiti.

Parto con la prima: io non discuto del documento - l'ho già detto all'Assessore Colozzi che ringrazio per la sua presenza, perché è pur sempre un documento interessante e dignitoso ma burocratico. Prendo in esame invece la discussione assai interessante che abbiamo avuto in Commissione. L'Assessore Cattaneo ha fatto alcune affermazioni in quella sede, che secondo me sono di grande interesse. La prima: vogliamo e dobbiamo marcare una discontinuità netta con il passato - sottolineo questa affermazione non per malizia ma per l'importanza che io attribuisco ad essa anche per il futuro - dicendo che per le infrastrutture dobbiamo non soltanto raccogliere il consenso ma massimizzarlo perché senza consenso le infrastrutture non si fanno; sottoscrivo questa dichiarazione dell'Assessore Cattaneo.

Seconda, a proposito sempre delle infrastrutture: noi dobbiamo innovare profondamente le modalità di costruzione delle infrastrutture perché costano troppo e con le risorse sempre scarse, che il governo centrale sarà in grado di attribuirci, non ce la faremo. E dunque il Project Financing, di cui fino ad oggi si è parlato ma di cui nulla si è realizzato, va impostato in modo nuovo, non soltanto sul pedaggio ma anche per esempio sulla posa dei cavi lungo le arterie, da cui si può ricavare molto, e anche sulle plusvalenze che possono derivare dalla costruzione delle infrastrutture. Ora questo tema delle plusvalenze è un tema politico di una grandissima delicatezza, e io dico alla maggioranza, dico all'Assessore Colozzi, non c'è l'Assessore Cattaneo, io temo che la maggioranza da sola questo problema non riesca a schiodarlo. Sono stato alle prese con questo tema quando, giovanissimo, ero Sindaco della mia cittadina e, volendo fare il piano regolatore generale, che poi abbiamo approvato all'unanimità, immaginavo come saremmo riusciti a far pagare qualcosa sulle plusvalenze derivanti dalle scelte di piano regolatore generale. Devo confessare che non sono riuscito per nulla; temo che voi non ce la farete perché gli interessi che queste plusvalenze toccano sono in parte anche rappresentate da noi, del Centrosinistra, ma largamente rappresentate da voi, sono interessi rispetto ai quali il contenuto del Decreto Bersani impallidisce. Ora, io sottoscrivo anche questa dichiarazione ma, Assessore Colozzi, vogliamo o non vogliamo aprire un dibattito fra di noi prima che si arrivi con qualche scelta blindata che non si può cambiare in Commissione e in Consiglio? Si tratta di un argomento politico enorme che richiede necessariamente un'interpretazione moderna di un bipolarismo maturo, che porta a realizzare insieme ciò di cui la collettività lombarda ha bisogno.

Mi riferisco adesso invece all'Assessore Boni. Anche Boni ha detto cose interessanti in Commissione, cioè le stava dicendo, poi ad un certo punto è intervenuto il capogruppo di Forza Italia, Boscagli, che un po' come un commissario politico, ha strozzato la discussione e Boni se n'è andato via a disagio. Però Boni stava dicendo alcune cose importanti, più importanti della burocrazia di questo documento. Io ve li cito. La prima: "Vi prometto che entro Natale noi porteremo la proposta di piano territoriale regionale". Io sarei lieto di avere questa proposta perché la ragione per la quale noi un mese fa, o almeno io un mese fa ho votato contro la determinazione dei piani d'area nella modifica della 12 era proprio questa: temevo che con i piani d'area si procrastinasse sine die la realizzazione del piano territoriale regionale. E siccome la Legge 12 è una legge soltanto procedimentale, che ha dentro alcuni fattori importanti di progresso, ma è comunque soltanto procedimentale, la innervatura politica la può dare soltanto il piano territoriale regionale, e quindi se questo piano arriva io sono ben lieto. Vorrei però capire una cosa: ci sono scelte nel piano territoriale regionale che dovrebbero essere discusse prima ancora che la Giunta assuma la responsabilità di approvarlo. Vogliamo anche in Commissione - mi rivolgo al Presidente Raimondi, al Vice Presidente De Capitani, - vogliamo darci qualche occasione anche per capire quali sono le linee di sviluppo del piano territoriale regionale? E poi ha detto un'altra cosa l'Assessore Boni, su cui io credo che il Consiglio regionale debba discutere, "Io voglio in autunno presentarvi una legge speciale per Milano". E' la terza di cui sento parlare in questi giorni.

La legge speciale che richiede il Sindaco Letizia Moratti, su cui si può essere d'accordo o no, ma di cui comunque si sanno quali sono gli obiettivi; la legge speciale del Presidente della Provincia, Penati, su cui si può essere d'accordo o no, ma naturalmente si conoscono le linee che Penati vuole. Adesso sento parlare di una legge speciale di Milano da parte dell'Assessore Boni ma non abbiamo nessuna indicazione. Fa parte o non fa parte anche di un documento di programmazione come questo il conoscere quali sono le reali intenzioni della Giunta regionale? Perché, Assessore Boni e Assessore Colozzi, se si tratta soltanto di leggi di carattere urbanistico, magari importanti, sulle quali anch'io posso convenire, allora perché non inserirle nella terza modificazione della Legge 12, già predisposta, mi dicono, che ci arriverà in Commissione in settembre? E se non è soltanto invece un insieme di regole urbanistiche per la città di che cosa si tratta? E come si rapporta questa legge della città di Milano di carattere urbanistico invece con un territorio che non può che essere metropolitano? Perché le regole urbanistiche voi mi dovete dire in che cosa possono differire tra Milano città e Sesto San Giovanni, quando si tratta di una realtà che non ha davvero soluzioni di continuità. Queste sono questioni di carattere fondamentale su cui io credo sia indispensabile riflettere e su cui sarebbe anche interessante avere qualche risposta oggi, visto che non c'è il "commissario politico" Boscagli e quindi l'Assessore Boni può sentirsi libero di dire ciò che vuole e ciò che pensa.

E poi c'è un'altra questione: io ho detto in Commissione, ripetutamente, che c'è bisogno di un piano d'area per il territorio, che va da Malpensa a Rho Pero, che comprende anche la Grande Fiera. Quando parlo di queste cose qualcuno mi dice "Sono i soliti interessi varesini", denunciando una miopia intollerabile. Malpensa e Rho Pero sono stati i due più grandi investimenti del nord degli ultimi decenni, non sono problemi che riguardano l'asse Varese-Milano, sono problemi che riguardano tutta la Lombardia e tutto il nord. Ora, è possibile andare avanti senza che vi sia un piano d'area che inquadra esattamente le tematiche, le esigenze, gli obiettivi di quella grande area? Questo è ciò che noi chiediamo. A questo punto non lo chiedo soltanto io, con Stefano Tosi e con altri Consiglieri dell'Ulivo insistiamo da tempo su queste problematiche che sono di straordinario interesse. E noi vorremmo le risposte, vorremmo le risposte oggi - e cerco di chiudere rapidamente - e vorremmo le risposte anche dello stesso Presidente Formigoni, il quale domani farà le sue dichiarazioni politiche, che andranno sulla stampa. Io non posso intervenire domani perché parla il capogruppo però vorrei porre qualche domanda a Formigoni. Io preferisco Formigoni leader politico che Formigoni capo di un'Amministrazione  Non so se questa è una concezione che può essere sostenuta da tutto il Centrosinistra, non so nemmeno se la sostenga la Margherita, sicuramente la sostengo io, che è quel che mi interessa di più. La prima legislatura di Formigoni è stata una legislatura - lo dico io - innovativa nel bene e nel male, più nel male che nel bene per me, ma è stata una legislatura innovativa; la seconda ha detto davvero poco; la terza fino ad oggi non ha detto niente, niente, niente! E spero che la legislatura decolli oggi o domani, ma se non troveremo un leader politico avremo di fronte a noi un muro di gomma. Ciò non è dovuto aella pigrizia dei Consiglieri di maggioranza, si tratta di dare ai Consiglieri di maggioranza una leadership, e senza Formigoni questa leadership non c'è, con tutto il rispetto e la stima che io ho per Colozzi, vera, sincera, dichiarata. Insomma, io sono convinto che serva un big bang istituzionale e politico, e in questo big bang istituzionale e politico la presenza del Presidente è fondamentale. Per esempio gli chiederei "Che senso ha l'uscita dell'Assessore Borghini dalla Giunta cosiddetta riformista?", Borghini era stato presentato come la chiave di volta di un'architettura riformista di questa Giunta; dopo un anno è sparito! A me dispiace, ma al di là del fatto che mi dispiace vorrei capire la ragione di questa scelta: è stata una scelta dell'ex Assessore, ora Consigliere regionale Borghini? È stata una scelta politica? Che interpretazione dare di questo fatto? È un fatto politico? Perché io ricordo tante note scritte dal Presidente Formigoni con tanta enfasi, "Borghini come la punta di diamante di un disegno politico", di un disegno che partiva dalla Lombardia ma doveva investire l'intera nazione. Beh che ne è di quel disegno? Perché è successo questo?

Finisco dicendo: io spero che la legislatura decolli domani, spero che il Presidente Formigoni sappia concretamente realizzare ciò che dice, e cioè che in Regione Lombardia basta col bipolarismo feroce, di guerra. La maggioranza faccia la maggioranza e l'opposizione faccia l'opposizione ma dialoghiamo, realizziamo insieme alcune cose che servono alla collettività lombarda, e non mi riferisco soltanto alla grande questione istituzionale e statutaria, di cui non voglio, anche oggi come ieri, neanche parlare perché è diventato perfino stucchevole, voglio capire anche come questa espressione di volontà che io condivido trova una efficace rappresentazione e concretizzazione qui in Regione Lombardia. Perché Formigoni diventerà leader, leader anche nazionale, se da qui partirà, con una innovazione politica capace di sollevare un ampio interesse. Soltanto così noi non avremmo davanti un muro di gomma e soltanto così noi potremmo, anche come Centrosinistra, realizzare al massimo la nostra capacità di partecipazione, di costruzione, di apporto vitale alle politiche regionali. E' ciò che noi abbiamo in testa di fare, noi della Margherita, credo noi dell'Ulivo, forse anche noi del Centrosinistra. L'ostruzionismo io lo considero un incidente di percorso e mi auguro di non incapparci più in questa legislatura. Preferisco una democrazia decidente, che ha una maggioranza e una minoranza, capaci di realizzare le cose più importanti che sono nei desideri e nelle aspettative della gente di Lombardia.

 

 

 

Arg. n. 6 - ODG - Documento n. 0003:

"Documento di programmazione economico-finanziaria regionale 2007-2009, d'iniziativa della Giunta regionale"

Dichiarazioni di voto).

 

ADAMOLI Giuseppe

 

Brevissimo. Signor Presidente la ringrazio di avermi dato la parola, e risponderò alla sua cortesia con un intervento sinteticissimo. Intanto io ho apprezzato la replica pacata, ragionevole, seria, dell'Assessore Colozzi...

 

 

PRESIDENTE

 

Pregherei di ascoltare il Consigliere al quale io ho dato la facoltà di parlare, ritengo che sia perfettamente ortodosso ad una richiesta corrispondere.

 

 

ADAMOLI Giuseppe

 

Ripeto, sarò sinteticissimo. Ho apprezzato le conclusioni dell'Assessore Colozzi, che sono state serie e solide dal punto di vista dell'impianto culturale ed amministrativo della Giunta Regionale. Voglio dire all'Assessore Colozzi una cosa sola: noi sappiamo benissimo che vi sono tre fasi...

 

(Confusione in aula consiliare)

 

 

PRESIDENTE

 

Presumo che sia una dichiarazione di voto?

 

 

ADAMOLI Giuseppe

 

È una dichiarazione di voto.

 

 

PRESIDENTE

 

Siccome i Consiglieri hanno diritto di fare le dichiarazioni di voto, vorrei consentire al Consigliere Adamoli di poter svolgere, non interrompiamo e se altri lo chiederanno prenderanno la parola.

 

 

ADAMOLI Giuseppe

 

È una dichiarazione di voto, ripeto, sintetica e perfettamente dentro le norme regolamentari che conosco assai bene. Ringrazio il Presidente per avermi dato la parola, aggiungo immediatamente dopo che non poteva non darmela, per la tranquillità dell'Assessore Buscemi, che trovo particolarmente nervoso.

Dico all'Assessore Colozzi una cosa soltanto. Io sono perfettamente consapevole che vi sono tre fasi con una tempistica diversa: quella statutaria, quella della costruzione del federalismo fiscale e quella dell'attuazione del Titolo V. Ma quando io dico che è necessario che vi sia in questa Regione un big bang istituzione politico, e lui ha avuto l'amabilità di riprendere questa mia definizione dicendo che la condivide, si intende che noi vogliamo partecipare pienamente ad un processo che porti ad un decollo effettivo di una legislatura, che non è ancora decollata. E quando dico big bang, rispondo al Presidente Galli, ed ho già concluso, non intendo affatto affermare la necessità di un processo durante il quale, in modo artato, un Gruppo dell'attuale opposizione possa cambiare fronte. Non esiste questa prospettiva, non esiste questo desiderio, esiste soltanto il desiderio da parte nostra di rendere il bipolarismo più europeo, più produttivo per la collettività regionale.

Questa è la ragione per la quale noi confermiamo il nostro ‘no' al documento di oggi e tranquillizziamo un'altra volta il Presidente Galli dicendo che l'Ulivo in Lombardia, anche in Lombardia, è forte, è solido e sarà sempre di più unito anche nelle prossime stagioni politiche, che noi riteniamo saranno piene di novità anche in Lombardia.

Allegato: Intervento260706.doc

Data: 04-05-2008



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