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L'EXPO 2015 e i Navigli. 50 anni fa Milano era il settimo porto commerciale d'Italia.


11 luglio 2008 - Il progetto di collegare con un nuovo canale la darsena di Porta Ticinese con Rho-Pero e i padiglioni dell’Expo 2015 è indubbiamente una proposta geniale e affascinante, ancora avvolta però da uno sconcertante silenzio. Proposta però che va letta e valutata all’interno del complessivo progetto di recupero delle vie d’acqua milanesi guidato dalla Navigli Lombardi Scarl., soggetto unico, voluto dalla Regione Lombardia, per la gestione e la valorizzazione del Sistema Navigli.
Si tratta di un sistema relegato alla marginalità negli ultimi quattro decenni dopo il tramonto del trasporto merci via acqua da e per Milano, fino agli anni ’50 settimo porto commerciale d’Italia. Per più di quarant’anni Milano ha vissuto le sue acque come un simpatico retaggio piuttosto che come un’opportunità per riscoprire e rilanciare una sua straordinaria peculiarità storica, quella di essere stata per secoli una città d’acqua come poche altre in Europa. Il Naviglio Grande, il primo dei canali dell’intero sistema dei navigli milanesi e pavesi, ha infatti una radice antichissima. Costruito tra il 1150 e il 1256 per unire il Lago Maggiore con Milano è stato, grazie a continui adeguamenti, fino agli inizi del ‘900 l’arteria pulsante dell’economia milanese.
La città deve moltissimo al suo grande canale le cui acque hanno irrigato - e continuano a farlo - le pianure meridionali, hanno mosso le ruote ad acqua delle prime manifatture e sono servite a renderla più pulita e vivibile. Insomma un patrimonio straordinario di Milano ma anche l’asse portante dell’antica via d’acqua che unisce il Verbano, dunque anche il Canton Ticino e la Svizzera, con il cuore della pianura padana fino a Pavia e poi giù lungo il Po fino all’Adriatico e a Venezia avendo come sfondo le bellezze – da Mantova a Ferrara – del Rinascimento italiano. In totale 550 chilometri da Locarno a Venezia, un sogno d’acqua che nei prossimi dieci anni ha concrete possibilità di concretizzarsi visto il livello degli investimenti in corso da parte di diversi soggetti istituzionali coordinati dalla Navigli Scarl.
Senza naturalmente dimenticare che il Naviglio Grande nella discesa verso Milano per lunghi tratti affianca il fiume Ticino e insieme solcano il Parco, appunto del Ticino, istituito con legge regionale nel 1974, un patrimonio naturale tra i più ricchi d’Europa. Non deve neppure sfuggire che l’Aeroporto della Malpensa, ubicato in Provincia di Varese, non scordiamolo, è poco distante dal Naviglio. Creando un apposito raccordo si potrebbe scendere via acqua fino alla Darsena di Porta Ticinese. Un’offerta molto attraente per chi visitasse Milano in chiave essenzialmente turistica.
Insomma non mancano certo le motivazioni, storiche, culturali, turistiche e, perché no, anche funzionali alla nascita di un Naviglio del nuovo millennio capace di coniugare la grande storia della Milano di ieri e di ieri l’altro con quella di oggi. L’Expo 2015 sarà una tappa centrale e altamente simbolica di questo itinerario storico.

Giuseppe Adamoli

Allegato: Navigli_Expo_(2).doc

Data: 11-07-2008



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