In vigore. La “Costituzione” già operativa dopo la pubblicazione definitiva del testo sul BURL
I tempi. Con l’approvazione entro la primavera della legge elettorale si chiuderà l’iter normativo.
Con il regolamento debuttano “question time” e legge comunitaria
Con il 2009 la Regione Lombardia si prepara a portare a casa anche il nuovo regolamento del Consiglio regionale, lo strumento normativo necessario per rendere operative la maggior parte delle disposizioni statutarie.
La Commissione Statuto, guidata dal presidente Giuseppe Adamoli (PD), propone un calendario di appuntamenti serrato, che dovrebbe condurre il parlamentino ad approvare la nuova legge elettorale entro la prossima primavera. È così che con il via libera ai tre provvedimenti fondamentali (Statuto, regolamento generale e legge elettorale)la Lombardia avrà completato la propria riforma istituzionale.
La prima “fatica”, che ha portato alla promulgazione e pubblicazione dello Statuto (BURL n. 35, supplemento ordinario), non ha incontrato particolari scogli nonostante le elezioni politiche della scorsa primavera. Proprio l’appuntamento alle urne e l’ipotesi della partenza per Roma del governatore Formigoni avevano orientato la commissione Statuto a procedere speditamente per definire la legge sul sistema elettorale. Ora che l’ipotesi ha guadagnato la sconfitta e il rischio di elezioni si è allontanato, nella seduta del 14 luglio scorso il gruppo guidato da Adamoli ha convenuto sulla priorità da assegnare alla revisione del regolamento generale.
L’appuntamento è fissato per lunedì 15 settembre; i consiglieri siederanno al tavolo di confronto per discutere una serie di punti messi bianco su nero dallo stesso presidente. “Le ipotesi di lavoro possono essere configurate in vario modo – ha spiegato Adamoli –. Lavorare per un regolamento completamente nuovo sembrerebbe l’opzione più valida dal punto di vista metodologico: l’organizzazione, il funzionamento e i procedimenti del Consiglio regionale, la cui disciplina è affidata al regolamento, vanno trattati in modo unitario. Tuttavia, l’altra ipotesi di lavoro potrebbe consistere nel procedere a modifiche e integrazioni parziali al testo vigente”.
Sul metodo sarà la commissione a decidere, maggiormente definiti sono invece i temi sul tavolo. Ci sono infatti alcuni istituti previsti nel nuovo Statuto che comportano la necessità di modificare il regolamento per la loro applicazione. Al momento risultano senza regole la disciplina del “question time”, le modalità di designazione dei rappresentanti della minoranza nelle partecipate, la regolamentazione della sessione per l’approvazione della legge comunitaria, l’istituzione del Comitato paritetico di controllo.
Per il primo punto, che dovrebbe, secondo Adamoli, “portare al Pirellone l’efficienza e la partecipazione democratica di Westminster”, verrà regolamentata l’intera disciplina al momento inesistente. “Oggi interpellanze e interrogazioni non vengono quasi mai prese in considerazione – aggiunge il presidente –, rimangono nel cassetto a invecchiare”.
Relativamente al secondo punto, questione più delicata sulla quale sarà necessaria una forte convergenza tra gruppi politici, il regolamento stabilirà il metodo con cui il Consiglio regionale designerà i rappresentanti di minoranza negli enti, aziende, agenzie e altri soggetti dipendenti dalla regione o a partecipazione regionale.
Consenso bipartisan è invece previsto per la legge comunitaria regionale, che dovrebbe avere cadenza annuale e che avrà come obiettivo l’applicazione e declinazione delle direttive europee. Il regolamento metterà nero su bianco anche le regole per il Comitato paritetico di controllo, che avrà la funzione di controllo delle leggi e ne valuterà l’impatto. Tra gli obiettivi anche quello di studiare come sono state prese le risorse stanziate e quali siano stati i risultati.
Si volterà pagina anche su alcune prassi applicative del vecchio regolamento relative alla composizione degli organi interni al Consiglio come i monogruppi.
Anche qui si prevede battaglia: l’indirizzo cui tendere sarebbe quello di eliminare i gruppi politici sostituiti da una sola persona perché eccessivamente costosi.
Il nuovo Statuto prevede anche numerose leggi regionali di attuazione. Tra queste la legge istitutiva del CAL (Consiglio delle autonomie locali), unico nuovo organo espressamente o previsto dalla Costituzione, e della Commissione garante.
A questo proposito è prevista una novità tutta lombarda: nel CAL, infatti, verranno designati anche rappresentanti delle autonomie funzionali e sociali. I delegati delle università e delle Camere di commercio entreranno a pieno titolo. Per i rappresentanti del welfare la discussione è aperta.
Allegato: Articolo x sole24ore.doc
Data: 10-09-2008